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sangue e plasma evento 13 giugno avis senato

Più flessibilità nei centri di raccolta. La richiesta di AVIS per aumentare la disponibilità di plasma

È uno dei temi contenuti nel “Manifesto per il sistema trasfusionale” che l’Associazione ha presentato in Senato a Roma insieme ad altre sigle del volontariato e di pazienti in occasione del convegno “Sangue e plasma – Meravigliose risorse a disposizione di tutti”

Estendere gli orari di apertura dei centri di raccolta, renderne più flessibile la gestione, garantire la possibilità di donare plasma nelle Case di Comunità e promuovere attività di sensibilizzazione e informazione che raggiungano i donatori più giovani. Sono alcune delle proposte contenute nel “Manifesto per il sistema trasfusionale”, il documento che AVIS ha presentato oggi, giovedì 13 giugno, a Roma.

Il testo, aperto alla sottoscrizione del mondo associativo, del volontario e dei pazienti, è stato lanciato in occasione del convegno “Sangue e plasma – Meravigliose risorse a disposizione di tutti” organizzato, nell’ambito delle iniziative per celebrare la Giornata mondiale del donatore di sangue, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, a Palazzo Giustiniani.

Queste le proposte del Manifesto:

  • garantire l’integrazione dei centri di raccolta plasma nelle Case della Comunità, per rendere più accessibile la donazione a tutti i cittadini;
  • diffondere l’estensione degli orari di apertura dei centri di raccolta, inclusi i pomeriggi e i fine settimana, per rispondere meglio alle esigenze dei donatori e aumentare la disponibilità di plasma;
  • riorganizzare le responsabilità e funzioni del percorso trasfusionale e della raccolta, anche ripensando il ruolo del personale sanitario impiegato. Si pensi, per esempio, all’impiego della telemedicina, del teleconsulto e al ruolo degli infermieri nel percorso di selezione e valutazione dell’idoneità alla donazione;
  • raggiungere i donatori più giovani attraverso attività di sensibilizzazione e informazione all’interno dei luoghi ricreativi e di formazione da loro frequentati.

Tema principale dell’incontro, progettato e svolto su iniziativa del Sen. Antonio Guidi e moderato dal direttore generale di AVIS Nazionale, Fulvio Calia, è stato il fabbisogno di sangue e soprattutto di plasma, costantemente in aumento per la richiesta crescente di farmaci plasmaderivati salvavita. Proprio su questo punto si basa la sfida da centrare per l’intero Sistema Sangue italiano: l’autosufficienza in plasma da avviare alla lavorazione industriale.

Nonostante i numeri della raccolta nel 2023 si siano rivelati più che positivi, segnando il record proprio sul plasma (oltre 880mila chili conferiti al frazionamento), l’Italia non può ancora considerarsi indipendente sul mercato di questi preziosissimi medicinali.

Fondamentali per aiutare AVIS e l’intero sistema sangue a raggiungere questo traguardo sono i giovani, come più volte ricordato anche nel corso del convegno, e una gestione più snella ed efficace dei punti di raccolta. Sensibilizzare e coinvolgere le nuove generazioni a intraprendere questo gesto solidale è vitale. Il Convegno ha visto anche le testimonianze di chi, proprio grazie a quel gesto, può curarsi e vivere: i pazienti. In particolar modo quelli affetti da malattie genetiche rare.

Il pomeriggio a Palazzo Giustiniani, infatti, è stato impreziosito da interventi di esponenti delle Istituzioni, del mondo accademico, della ricerca scientifica e, appunto, dei pazienti, ribadendo il loro ruolo nello stimolare, insieme ad associazioni come AVIS, gli studi e lo sviluppo di nuove terapie per patologie difficili da trattare.

Ma come ottenere tutto questo? Promuovendo la cultura della donazione, senz’altro, ma allo stesso tempo rendendo più semplice l’impegno quotidiano dei donatori. Ecco perché diventa centrale l’estensione degli orari di apertura dei centri di raccolta, per rispondere in maniera più efficace alle esigenze di chi dona e aumentare la disponibilità di plasma. Una misura in linea con il principio sancito dal DL Liste d’Attesa – che estende gli orari ed i giorni in cui possono essere erogate le visite diagnostiche e specialistiche dove c’è bisogno – e che speriamo possa ampliarsi anche alla raccolta di sangue e plasma, risorse fondamentali per garantire l’efficacia del pronto soccorso e programmare le operazioni chirurgiche.

A ricordarlo è stato, nel corso dell’evento, proprio il Senatore Antonio Guidi, ex Ministro alla Famiglia e attualmente membro della commissione Affari sociali e Sanità e Cultura: «La donazione stupirà sempre. Rappresenta la condivisione e la responsabilità collettiva. Attualmente, il nostro sistema trasfusionale presenta delle sfide che dobbiamo affrontare con determinazione ed entusiasta progettualità, per continuare a trasmettere nel panorama europeo il buon esempio. È imperativo, dunque, rendere questo sistema più accessibile, inclusivo ed efficiente: a misura di società. La donazione è l’unico atto contemporaneamente individuale e collettivo, in cui l’Uno diventa Molti. Quando uno di noi dona, non è solo il suo sangue che scorre nelle vene di chi ne ha bisogno, ma è l’intera comunità che si unisce in un abbraccio di speranza e vita».

In coerenza con tali principi, le parole del Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato: «La donazione di sangue è un atto di altruismo che può fare la differenza tra la vita e la morte. Ogni giorno, innumerevoli vite sono salvate grazie alla generosità di donatori anonimi che scelgono di condividere qualcosa di sé per il bene comune. Ogni donazione può aiutare fino a tre persone in emergenza medica. È un atto di generosità che richiede poco tempo, ma ha un impatto enorme. Per questo motivo anche quest’anno il Ministero della Salute ha rinnovato la campagna “Dona vita, dona sangue”. Dopo gli ottimi risultati dello scorso anno, nel 2023 sono aumentate le donazioni anche tra i giovani. In conclusione, donare il sangue è un piccolo sacrificio personale che porta grandi benefici collettivi. È un atto di cura che riflette i migliori aspetti dell’umanità: generosità, compassione e l’impegno per il benessere degli altri».

Sulla stessa linea l’intervento dell’On. Vanessa Cattoi, deputata della Commissione Bilancio, già firmataria di emendamenti e proposte di legge in materia, che ha assicurato la propria disponibilità a farsi portavoce delle richieste in questione: «i dati relativi alle donazioni di sangue e di plasma registrati nell’anno 2023 – ha sottolineato l’Onorevole – sono un segnale importante che dimostra il grande lavoro delle associazioni e delle federazioni dei donatori e che conferma anche l’ottima salute del sistema trasfusionale italiano, tra i più avanzati a livello internazionale. La donazione di sangue consente di salvare, ogni anno, centinaia di migliaia di vite solo in Italia ed è fondamentale ricordarlo sempre, nelle campagne di comunicazione, negli eventi e nei momenti di confronto come questo. Il traguardo che dobbiamo porci e che richiede l’impegno comune di tutti rimane quello dell’autosufficienza in materia di plasmaderivati».

A tale appello si è unita la Sen. Murelli, membro della Commissione Affari Sociali del Senato, che ha ribadito l’importanza di implementare la raccolta di plasma: «Donare permette di svolgere un ruolo attivo e responsabile come cittadino. È’ un gesto concreto di solidarietà e inoltre, promuove uno stile di vita sano. Purtroppo, solo con il Covid abbiamo scoperto l’importanza della donazione del plasma che permette la produzione di cure e terapie per tutti quei pazienti che soffrono di patologie legate al deficit delle diverse sostanze plasmatiche. È’ importante quindi divulgare la cultura della donazione sia di sangue che di plasma e non solo, con una sensibilizzazione nelle ore di educazione civica a partire dagli ultimi anni delle scuole superiori e all’Università».

Come ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «l’autosufficienza nazionale in farmaci plasmaderivati è un obiettivo che siamo chiamati a centrare insieme. Ne va della stabilità non solo del nostro sistema sanitario, ma dell’intero Paese, anche alla luce di scenari internazionali incerti. Ringrazio il Sen. Guidi per aver promosso questo momento di confronto e dibattito su un tema che richiede la massima attenzione e collaborazione di tutti, dalle istituzioni ai professionisti sanitari, passando ovviamente per le associazioni di volontariato. I dati ci dicono che molto siamo riusciti a fare e che, allo stesso tempo, molto va ancora fatto. Le nostre attività di sensibilizzazione proseguiranno e i donatori hanno bisogno di strutture in grado di agevolarli nel loro impegno quotidiano anonimo e gratuito, altrimenti ogni sforzo diventa inutile. Tutelare chi dona – ha concluso – significa anche tutelare i pazienti, non ce ne dimentichiamo».

A margine dell’incontro, sempre con l’obiettivo di diffondere la cultura del dono attraverso molteplici canali, AVIS ha sottoscritto due protocolli d’intesa con l’associazione filantropica Lions Clubs International e la sua “branca” giovanile, il Leo Club Italia.

questo link è possibile consultare il Manifesto del Sistema Trasfusionale.

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