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Plasmaderivati per i pazienti emofilici della Striscia di Gaza

Il carico di fattore VIII della coagulazione è frutto della generosità dei donatori dell’Emilia Romagna: 500mila le unità inviate grazie al coordinamento del CNS e al ponte aereo umanitario dell’Unione Europea. Il presidente di Avis Regionale, Maurizio Pirazzoli: «Per noi è motivo di orgoglio fare la nostra parte per coloro che, ad oggi, hanno bisogno di tutto. Questo vuol dire donare vita»

 

Un gesto concreto per rispondere a quella che è una vera e propria emergenza nell’emergenza. Stiamo parlando delle 500mila unità di farmaci plasmaderivati, nello specifico di fattore VIII della coagulazione, che sono state inviate in Palestina e destinate ai pazienti con emofilia e altre malattie emorragiche congenite della Striscia di Gaza.

Si tratta di un programma reso possibile grazie alla donazione, da parte della Regione Emilia Romagna, delle quantità in eccedenza, e al coordinamento del Centro nazionale sangue (CNS) con le operazioni di ponte aereo umanitario UE (EU HAB) dell’European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations (ECHO), che ha in capo la logistica in accordo con la Mezzaluna Rossa Egiziana e Palestinese. Le operazioni di volo del ponte aereo umanitario dell’UE puntano a rafforzare le risposte all’emergenza nei Paesi in contesti fragili. Questi voli contribuiscono a colmare lacune critiche facilitando la fornitura di aiuti umanitari, assistenza e trasporto di personale umanitario quando necessario. L’attuale situazione è stata fortemente denunciata negli ultimi mesi dalle Associazioni di pazienti e dal Ministero della Salute Palestinese (PMoH), che dallo scoppio delle ostilità hanno richiesto più volte alla Comunità Internazionale l’invio di questi farmaci salvavita e l’istituzione di corridoi umanitari. All’appello si sono uniti nei giorni scorsi anche FedEmo (la Federazione delle associazioni emofilici italiani) e la Fondazione EMO.

I medicinali plasmaderivati messi a disposizione attraverso invii umanitari eccedono il fabbisogno nazionale e provengono dalla lavorazione del plasma donato da donatori italiani volontari e non remunerati: in questo caso quelli dell’Emilia Romagna. La spedizione si inquadra nel più ampio sostegno che da anni la Cooperazione italiana dedica al miglioramento dei livelli di assistenza sanitaria ai pazienti ematologici palestinesi, in cura per patologie congenite quali emofilia e talassemia attraverso il progetto Haemo_PAL, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Una volta valutati gli esiti di questa prima spedizione sarà possibile programmarne altre, in modo da incontrare il fabbisogno specifico della comunità dei pazienti e rendere loro accessibile una possibilità di cura.

Coordinato dal CNS e dall’Istituto Superiore di Sanità, Haemo_PAL prevede:

  • la definizione di protocolli diagnostico-terapeutici;
  • l’implementazione di una cartella elettronica per la gestione clinica delle patologie;
  • l’istituzione di un registro nazionale delle malattie ematologiche congenite la formazione per i medici specialisti palestinesi;
  • l’invio periodico di farmaci plasmaderivati forniti dalle Regioni partner (Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria).

 

È chiaro che tutto questo non potrebbe verificarsi senza la generosità dei donatori. Come ha spiegato il presidente di Avis Regionale Emilia Romagna, Maurizio Pirazzoli, «nell’ambito dei progetti di cooperazione internazionale avevamo già avuto esperienze di questo tipo, come ad esempio la collaborazione con l’ospedale di Kabul dove inviavamo i farmaci per i bambini emofilici afghani, poi interrottasi con il ritorno del regime dei talebani. Quella di cui parliamo oggi è un’altra azione straordinaria per persone che hanno bisogno di tanto e, soprattutto, hanno bisogno di vita: con umiltà e orgoglio è bello sapere che il dono dei nostri donatori garantisce terapie salvavita per questi pazienti».

Ma non finisce certo qui. Nelle prossime settimane, infatti, sono previste altre spedizioni di fattore VIII per le quali dovrebbero essere coinvolte altre regioni che partecipano al progetto Haemo_PAL: «Ancora non sappiamo, ma abbiamo già manifestato la nostra disponibilità a supportare qualsiasi azione necessaria – prosegue – Tutto questo deve far capire che il plasma è strategico per il nostro Paese e non solo». Anche perché i numeri del CNS parlano chiaro: la raccolta nel 2023 ha confermato una decisa ripresa, ma il traguardo dell’autosufficienza di plasmaderivati deve ancora essere tagliato. L’Emilia Romagna ha chiuso l’anno come una delle tre regioni italiane (le altre due sono Friuli Venezia Giulia e Marche) che raccolgono in media oltre 22 kg di plasma per 1.000 abitanti (ben più dei 18 kg che permetterebbero all’Italia un grado di indipendenza strategica dal mercato estero per il soddisfacimento della domanda di albumina e immunoglobuline). Cosa devono farci capire questi dati? «A livello di sangue intero l’Italia è autosufficiente da tempo – spiega Pirazzoli – questo vuol dire che abbiamo di fronte a noi una grandissima opportunità: indirizzare i donatori alla donazione di plasma. Essere indipendenti sul mercato di questi farmaci salvavita è centrale per una duplice valenza, sia sanitaria che etica. Quello che abbiamo visto negli USA durante il Covid, dove persone meno abbienti facevano la fila per donare il plasma e racimolare qualche decina di dollari, è inaccettabile: non possiamo sfruttare chi dona parte di sé perché ha disponibilità insufficienti».

E quindi qual è la strada da percorrere? «Abbiamo avuto risultati importanti, ma possiamo fare ancora di più – conclude – promuovere questa donazione e portare i donatori a sceglierla è fondamentale, ma allo stesso tempo dobbiamo fornire alle strutture trasfusionali le apparecchiature necessarie. In Emilia Romagna stiamo lavorando con il Centro regionale sangue proprio per far sì che in ogni provincia ci sia almeno una postazione di raccolta plasma aggiuntiva: perché è giusto che il donatore sia disponibile e solidale verso gli altri, ma è altrettanto doveroso agevolarlo in questo suo impegno civico».

 

Ascolta l’intervista al presidente di Avis Regionale Emilia Romagna, Maurizio Pirazzoli, nella puntata della nostra rubrica radiofonica “PositivaMente”

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