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Riflessioni e dibattito sulla riforma del Terzo Settore

L’Osservatorio Terzjus ha presentato l’ebook gratuito che raccoglie le istanze e le riflessioni di chi rappresenta le reti associative. Tra i contributi, quello del presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola

C’è anche il contributo del presidente di AVIS NazionaleGianpietro Briola, all’interno dell’ebook gratuito (consultabile a questo link“Riflessioni e dibattito sulla riforma”, presentato mercoledì 10 novembre da Terzjus, l’Osservatorio di diritto del Terzo Settore, della filantropia e dell’impresa sociale.

La copertina dell’ebook presentato da Terzjus

Il testo consiste in una raccolta completa di istanze e riflessioni sul percorso del Terzo Settore, raccontato dalla voce di chi rappresenta reti associativecooperative e altre realtà del volontariato. Questo ebook si inserisce all’interno delle iniziative realizzate da Terzjus, insieme a “Italia non profit”, nell’ambito del progetto “Riforma in movimento”, che poi è anche il titolo del primo Rapporto pubblicato lo scorso luglio. L’obiettivo, a quasi quattro anni dall’entrata in vigore della nuova legislazione sul Terzo Settore, è quello di fornire una panoramica puntuale sullo stato di applicazione della nuova disciplina e sulle profonde innovazioni che ha introdotto per tutti coloro che operano all’interno di questo vasto universo.

Come ha sottolineato il presidente Gianpietro Briola, «oggi più che mai è compito delle associazioni di volontariato saper progettare le proprie azioni avendo consapevolezza delle ricadute che esse avranno sulla società e sull’ambiente. A questo tema si collega quello della mission allargata, cioè della nostra capacità di porci in modo attivo e propositivo nei confronti dei bisogni delle comunità, facendoci promotori di iniziative che vadano oltre gli obiettivi definiti in modo stringente all’interno dei nostri statuti. Fare volontariato significa intercettare queste necessità e saper formulare, anche in collaborazione con altri soggetti privati o pubblici, delle proposte d’intervento». E proprio l’avvio della riforma aveva rappresentato il tema su cui la stessa AVIS aveva concentrato la Conferenza organizzativa dello scorso marzo: «Il titolo “L’AVIS che vogliamo” era strategico – ha proseguito – per partire dall’attuale contesto socio-economico, sanitario e legislativo per proporre un confronto interno su concetti rilevanti come l’identità associativa, la democrazia, la co-progettazione con altri attori della società civile, il dialogo intergenerazionale, le pari opportunità e la motivazione dei volontari. È nostra volontà proseguire questo confronto interno, a tutti i livelli, affinché si possa giungere a una riforma dello Statuto di AVIS Nazionale che tenga conto proprio delle mutate esigenze del Paese».

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