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Roccasecca dei Volsci, dove inizia la storia di Antonio

L’attuale presidente di AVIS Comunale ha recentemente tagliato il traguardo delle 170 donazioni: «Siamo un piccolo centro dove, negli ultimi anni, il numero dei donatori si è dimezzato. Abbiamo bisogno dei giovani»

 

«Le donazioni? Visto che non ho ancora compiuto 65 anni spero di poter continuare, se la salute mi assiste. Ma qui il problema è un altro: abbiamo bisogno dei giovani». Dovrebbe festeggiare, Antonio Fiorini. Recentemente ha tagliato un traguardo importante, quello delle 170 donazioni. Lui che, dal 2008, è presidente di AVIS Comunale Roccasecca dei Volsci, un piccolo centro in provincia di Latina.

Dopo una vita passata a lavorare come operaio in una delle più grandi multinazionali italiane e mondiali del campo energetico, oggi si diletta tra la cura della vigna e degli ulivi. È sposato e padre di due figli, Ilenia e Mirko: «Lei è infermiera nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Latina, dopo aver prestato servizio per molto tempo nella sede AVIS, sempre di Latina, come personale sanitario. È donatrice così come mio figlio, che invece è ottico». Una questione di famiglia, la scelta di donare, così come lo è a livello professionale il percorso in ambito sanitario: almeno per i figli.

Antonio inizia a donare nel 1982 quando, racconta, «l’organizzazione era lontana da come è oggi e le donazioni venivano effettuate nella maggior parte dei casi a seguito degli appelli ciclici sulle carenze di sangue per un paziente o per l’altro. Avvicinandomi a questo mondo capii subito quanto fondamentale fosse garantire sacche di emocomponenti e a quel punto non mi sono più fermato. Anzi, mi sono preoccupato di sensibilizzare sul tema anche la mia famiglia».

Dopo una prima fase in cui, ogni tre mesi, Antonio donava sangue intero, nel 1995 gli viene proposto di iniziare l’eritroplasmaferesi: una procedura di raccolta che seguirà per gli anni a venire. Dal 2008 ricopre il ruolo di presidente della sede del suo paese natale: «Roccasecca dei Volsci è un comune di circa 1000 abitanti – racconta – abbiamo iniziato con molto entusiasmo, eravamo più di 120 donatori. Purtroppo, nell’arco di una decina d’anni il numero si è ridotto di quasi il 50%. Abbiamo bisogno di un ricambio generazionale, altrimenti non so che scenario si prospetterà, ma al momento ragazze e ragazzi sono presi da altro e non si rendono conto di questa necessità. È davvero un gran peccato».

 

(Nella foto in apertura: Antonio Fiorini riceve il premio per le sue 170 donazioni dalla sindaca di Roccasecca dei Volsci, Barbara Petroni. Con lei il Consigliere Nazionale AVIS, Marco Fioravante)

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