Creare un luogo che custodisca, nel cuore della Città Eterna, la memoria di chi ha fortemente voluto la nascita della nostra associazione. È con questo spirito che, domenica 14 giugno, a Roma, è stato inaugurato il “Parco Vittorio Formentano – Fondatore dell’AVIS”, all’interno dell’area verde di via Enrico Glori, nel IV Municipio della Capitale.
La cerimonia di scopertura della targa toponomastica si è svolta in una data particolarmente significativa: la Giornata mondiale del donatore di sangue. Una coincidenza dal forte valore simbolico, come evidenziato dal presidente di AVIS Comunale Roma, Daniele Fortuna: «Non poteva esserci occasione migliore per inaugurare questo spazio verde, un parco aperto a tutti, dove le persone si incontrano, crescono insieme e costruiscono relazioni. Si tratta – ha aggiunto – di un simbolo di comunità, di condivisione, di attenzione e rispetto per il prossimo. E sono gli stessi valori a cui faceva riferimento Formentano quando fondò la nostra associazione impegnandola nella promozione della solidarietà e della cultura del dono, infatti la donazione di sangue è un gesto che unisce, che crea legami invisibili ma profondi tra chi dona e chi riceve».
L’iniziativa segna il traguardo di un percorso avviato da tempo da Avis Comunale Roma: il progetto, infatti, era nato circa sette anni fa su impulso del presidente onorario Adolfo Camilli con l’obiettivo di dedicare un riconoscimento permanente a una delle figure più importanti della storia associativa. «Quest’inaugurazione rappresenta qualcosa di più della semplice apertura di uno spazio verde. È, infatti, un invito a coltivare ogni giorno il senso di appartenenza e attenzione verso gli altri, proprio come Formentano ci ha trasmesso», ha sottolineato Fortuna.
A presenziare la celebrazione anche diverse figure istituzionali. Tra queste, il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, intervenuto in rappresentanza del sindaco Roberto Gualtieri. «Intitolare un luogo pubblico – ha detto Umberti – significa consegnare alla memoria collettiva un esempio, un messaggio e una storia che meritano di essere tramandati. Vittorio Formentano ha insegnato a generazioni di italiani che donare il sangue significa compiere uno dei più alti gesti di altruismo: aiutare una persona senza conoscerne il volto, la storia o le idee».
Un’intitolazione che giunge in un momento speciale per la storia di AVIS, viste le imminenti celebrazioni del centenario di fondazione, e che richiama idealmente l’impegno quotidiano di milioni di donatori che, dal 1927 a oggi, hanno contribuito a fare della donazione di sangue un patrimonio civico e sociale del Paese.





