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Sangue cordonale, la solidarietà viaggia da San Giovanni Rotondo agli USA

La donazione permetterà di effettuare il trapianto di cellule staminali emopoietiche su una bambina affetta da una grave patologia del midollo osseo

 

Quando si dice che la generosità non conosce confini è inevitabile non pensare a casi come quello che vi stiamo raccontando. È la bella storia che arriva dalla Puglia, più precisamente da San Giovanni Rotondo. Qui, in quello che fu il paese di Padre Pio, proclamato santo nel 2002, proprio per sua volontà sorge l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, che ospita la Banca cordonale della Regione Puglia.

Nei giorni scorsi un’unità di cellule staminali emopoietiche (CSE) da sangue cordonale, appunto, è stata inviata negli Stati Uniti dove permetterà di effettuare il trapianto su una bambina affetta da una grave patologia del midollo osseo. Dal 2008 ad oggi sono state 25 le unità cedute dalla Banca Cordonale della Puglia a scopo di trapianto: di queste, 16 sono state cedute in Europa (6 in Francia, 6 in Italia, una in Olanda, Danimarca, Spagna e Regno Unito), una in Asia (Israele) e 8 negli Stati Uniti.

«Trovare la compatibilità di un donatore con un ricevente e finalizzarla con un trapianto che potrebbe rivelarsi salvavita è sempre un momento di profonda emozione e soddisfazione per tutti gli operatori sanitari coinvolti nel percorso di sensibilizzazione e di raccolta del sangue cordonale – ha spiegato Michele Santodirocco, medico responsabile della Banca Cordonale della Regione Puglia di San Giovanni Rotondo – È stato possibile raggiungere il traguardo delle 25 sacche inviate per trapianto, è bene ribadirlo, solo grazie alla sensibilità e alla generosità di tante coppie che hanno compreso l’utilità sociale della loro scelta e hanno fatto un dono consapevole che non comporta alcun rischio né per il nascituro né per la donna».

In questi 15 anni di attività della Banca, in diversi ospedali pugliesi sono state raccolte 20.000 unità di sangue cordonale confluite a San Giovanni Rotondo che hanno generato circa 1.900 bancaggi, cioè sacche praticamente utilizzabili per trapianto di staminali emopoietiche salvavita. Il sangue del cordone ombelicale è prezioso poiché è una ricca fonte di CSE utilizzata nei trapianti in pazienti con patologie onco-ematologiche (come leucemie, linfomi, malattie del sistema immunitario e anemie) o genetiche, in alternativa alle cellule staminali del midollo osseo, in particolare nei bambini.

Donarlo è facilissimo ed è possibile nei 16 punti nascita della Regione Puglia. Ogni coppia può chiedere di effettuare la donazione che avviene dopo un minuto dal parto, in piena sicurezza e senza rischi, quando il neonato è stato già affidato al personale sanitario. La sacca raccolta viene inviata alla Banca del Sangue Cordonale e, se risulta idonea ai fini clinici per cellularità, viene validata, tipizzata per l’invio dei dati genetici al Registro Italiano IBMDR e crioconservata in azoto liquido per anni, in attesa di una richiesta da parte di un centro trapianti.

E nel resto del Paese come funziona?

 

La rete ITCBN 

La rete ITCBN (Italian Cord Blood Network) consiste in 18 Banche del Sangue, situate in ospedali pubblici o privati convenzionati con il sistema sanitario nazionale, distribuite in 13 regioni italiane. Ad esse fanno riferimento 270 punti nascita attrezzati per la raccolta solidaristica del cordone ombelicale, 40 dei quali operano nelle regioni in cui non è presente una banca cordonale. L’elenco completo delle strutture (aggiornato al 2022) è consultabile a questo link.

 

La normativa consente: 

  • Raccolta di SCO donato per fini solidaristici;
  • Raccolta di SCO dedicato al neonato con patologia in atto al momento della nascita o evidenziata in epoca prenatale, o per uso dedicato a consanguineo con patologia in atto al momento della raccolta o pregressa, che risulti curabile con il trapianto di CSE;
  • Raccolta di SCO dedicato a famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate per le quali sussistano comprovate evidenze scientifiche di impiego di cellule staminali del SCO;
  • Raccolta di SCO ad uso autologo‐dedicato nell’ambito di sperimentazioni cliniche, approvate secondo la normativa vigente, finalizzate a raccogliere le evidenze scientifiche di un possibile impiego del sangue cordonale nel caso di particolari patologie.

 

La normativa vieta: 

  • La conservazione ad esclusivo uso autologo in assenza delle condizioni sopraindicate;
  • L’istituzione di banche private sul territorio nazionale;
  • Ogni forma di pubblicità connessa alle banche private.

 

È tuttavia consentita la raccolta del SCO a scopo personale e la sua esportazione in strutture private al di fuori del territorio italiano secondo le regole definite da uno specifico atto normativo.

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