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Servizio Civile, è boom di candidature per AVIS

Sono state 2260 le domande di partecipazione ai progetti presentati, quasi mille in più dello scorso anno. Il vice presidente vicario di AVIS Nazionale, Fausto Aguzzoni: «Un risultato che premia la qualità dei programmi proposti e la capacità della nostra associazione di essere attrattiva nei confronti delle nuove generazioni»

 

Il Servizio Civile in AVIS attrae sempre di più. È quello che viene da pensare leggendo un semplice numero che, in fondo, tanto semplice non è, almeno nel significato: 2260. Sono le domande giunte alla nostra associazione per partecipare a uno dei progetti presentati nel bando di quest’anno.

Un risultato straordinario visto che, rispetto alla passata edizione, le richieste sono state quasi mille in più e riescono a coprire la disponibilità dei posti (536) praticamente in tutte le regioni italiane. Da lunedì 4 marzo verranno avviate le selezioni delle ragazze e dei ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 28 anni, interessati (le prime sedi a partire saranno le Avis Comunali di Pescara e La Spezia).

Al di là della qualità dei programmi proposti, dietro alla crescita così esponenziale delle richieste c’è stata sicuramente la campagna di comunicazione che AVIS, durante le scorse settimane, ha condotto sui suoi profili Instagram e, soprattutto, TikTok. Ne è convinto il vice presidente vicario di AVIS Nazionale, con delega al Terzo Settore e al Servizio Civile, Fausto Aguzzoni: «C’è estrema soddisfazione per dei numeri che sono innegabili. Le candidature di quest’anno sono il segno tangibile della nostra capacità di proporre progetti validi e attrattivi per le nuove generazioni, che scelgono di trascorrere l’anno nelle nostre sedi anche incuriosite da quella che è la nostra mission associativa. Se i valori che portiamo avanti da oltre novant’anni – prosegue – vengono condivisi da tante ragazze e ragazzi significa che siamo sulla strada giusta e che dobbiamo continuare in questa direzione. Ripetiamo sempre che i giovani sono il futuro di AVIS e della società di cui siamo parte e che quindi è importante riuscire a dialogare con loro: grazie alla campagna di comunicazione che abbiamo realizzato sui social network siamo riusciti a coinvolgerli e a parlare con loro alla pari, utilizzando gli strumenti e il linguaggio a loro più vicini. Questo significa guardare avanti, questo significa costruire insieme un futuro di solidarietà e di impegno civico ancora più foriero di speranza».

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