Cerca
NEWS

Servizio Civile: i formatori AVIS al lavoro per puntare all’eccellenza

A Porto Cesareo (LE), un fine settimane di formazione dedicata a chi si prende cura dei giovani volontari SCU. Il vicepresidente vicario di AVIS Nazionale, Fausto Aguzzoni: «Abbiamo a cuore la loro esperienza»

 

«Il percorso quadriennale con i nostri formatori di Servizio Civile Universale ha l’obiettivo di raggiungere l’eccellenza per trasmettere conoscenze, competenze, capacità comunicative, motivazionali e relazionali, per lasciare un segno positivo nell’incontro con i dirigenti associativi, con gli Operatori Locali di Progetto e con i ragazzi volontari che trascorrono uno anno con noi. AVIS Nazionale, infatti, ha a cuore l’esperienza di Servizio Civile Universale: ogni anno essa ci permette di incrociare il cammino di circa 600 giovani. È un’opportunità da cogliere per inserirci nel loro percorso di crescita personale con i valori del Servizio Civile e con i valori specifici di AVIS. Essere capaci di farlo ci consente di non sprecare questa importante occasione. Formarsi per formare e crescere in qualità: ci proviamo». Sono le parole con cui Fausto Aguzzoni, vicepresidente vicario di AVIS Nazionale con delega al Terzo Settore e al Servizio Civile, ha commentato il fine settimana di formazione dedicato ai formatori generali della nostra associazione che sono accreditati all’Albo SCU.

L’iniziativa, svoltasi a Porto Cesareo (LE) nei giorni 29 e 30 giugno, ha coinvolto quaranta partecipanti da tutta Italia in un percorso dal tema “Formiamoci per formare”, curato da Luigi Santapaga, fondatore e coach di Formamentis. Un vero e proprio viaggio alla scoperta della comunicazione, degli strumenti metodologici e dei comportamenti da mettere in campo per migliorare l’efficacia del percorso di crescita dei volontari a loro affidati.

In particolare, ai partecipanti è stato chiesto di elaborare l’identikit del “Formatore di Eccellenza”, per poi analizzare alcuni aspetti fondamentali nella cura dei volontari di Servizio Civile: tra questi, l’importanza di un apprendimento interattivo, della comunicazione non verbale e delle tecniche per porre domande in grado di migliorare l’apprendimento degli allievi e gestire le dinamiche dell’aula.

Il tutto, ha sottolineato Santapaga durante le sessioni formative, a partire dalla consapevolezza che quanto viene trasmesso ai ragazzi è soggetto alla loro personalissima interpretazione perché filtrato dalla loro particolare prospettiva. «Mettersi in gioco – ha aggiunto – non è facile, tanto meno mettersi in discussione. Ma quando l’obiettivo è garantire la massima efficacia nella formazione per i giovani volontari del Servizio Civile Universale, allora vale sicuramente la pena investire tempo ed energie per acquisire nuove modalità e tecniche formative. Porgo i miei complimenti ai formatori nazionali di AVIS per aver dimostrato grande impegno e partecipato attivamente durante tutto il corso».

Un’ulteriore testimonianza di quanto i formatori AVIS reputino determinante la cura dei giovani che decidono di dedicare un anno volontariato alla nostra Associazione.

Condividi:

Skip to content