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Servizio Civile Universale, oltre 500 giovani per gli incontri di Rete

Si chiude l’attività formativa che ha visto ragazze e ragazzi partecipare da tutta Italia agli appuntamenti di quest’anno. Il vice presidente vicario di AVIS Nazionale, Fausto Aguzzoni: «Attraverso l’entusiasmo e l’inventiva delle nuove generazioni cerchiamo di raccontare e avvicinare quanti più giovani possibili a questa esperienza sociale e solidale»

 

Una serie di appuntamenti per coinvolgere i giovani e stimolarli a individuare strumenti e modalità efficaci per raccontare agli altri cos’è il Servizio Civile Universale e a elaborare proposte di comunicazione per divulgarne l’importanza.

Questo sono stati gli incontri di Rete organizzati da AVIS e ADMO per promuovere la cultura del dono. Fino ai giorni scorsi, oltre 500 ragazze e ragazzi provenienti dalle sedi di ogni parte d’Italia hanno preso parte alle sedute formative condotte da Renata Farina, progettista di AVIS Nazionale, e Luigi Santapaga, fondatore e formatore di Formamentis, che ha curato anche la formazione degli stessi formatori.

Ogni appuntamento è stato organizzato alternando momenti di presentazione del programma, in linea con i contenuti dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (in particolare gli Obiettivi 3 e 10, che riguardano la tutela della salute e la riduzione delle disuguaglianze), a lavori in team e condivisione di quanto sviluppato nelle attività laboratoriali. I giovani hanno potuto scambiarsi opinioni e sensazioni dell’esperienza che stavano vivendo nel percorso del servizio civile e individuare le modalità più efficaci per fare in modo che il tutto venisse divulgato e promosso, in rete appunto, tra i loro coetanei.

Per cercare percorsi innovativi e, come ha sottolineato il vice presidente di AVIS Nazionale, con delega al Terzo Settore e al Servizio Civile, Fausto Aguzzoni, «contribuire a generare valore nelle sedi coinvolte con l’entusiasmo, l’inventiva e la capacità digitale, caratteristiche tipiche delle nuove generazioni. Gli incontri di Rete (regionali o interregionali) – ha spiegato – con oltre 500 ragazze e ragazzi del Servizio Civile Universale sono un’importantissima occasione per incrociare i volontari e anche le realtà in cui essi operano. Nei 12 mesi di Servizio Civile, come AVIS abbiamo l’occasione di coltivare un rapporto utile alla loro formazione per sperimentare i valori della cittadinanza attiva e della solidarietà. A noi, come dirigenti associativi, il compito di operare fianco a fianco, accoglierli, accompagnarli e incoraggiarli per suscitare stimoli positivi nelle sedi di assegnazione. Avere approfondito, negli incontri che si sono svolti, i temi del volontariato, averli visti lavorare in team e produrre in poco tempo eccellenti lavori di gruppo, mi confermano ulteriormente la validità dell’esperienza e la necessità di incoraggiare le regionali a credere maggiormente in questa opportunità».

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