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Terremoto Centro Italia: il ricordo di AVIS 10 anni dopo

Il 24 agosto 2016 il sisma colpì Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, con una sequenza di scosse che provocarono centinaia di vittime e la distruzione di diversi comuni del territorio. Già nelle ore successive la macchina della solidarietà si era messa in moto per garantire soccorso e, più avanti, sostegno ai progetti di ricostruzione

 

L’orario è quello delle 3:36 del 24 agosto 2016. È il momento in cui un terremoto di magnitudo 6.0 distrugge Amatrice (in provincia di Rieti) e altri comuni del Centro Italia, tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. L’epicentro della prima scossa è tra i comuni di Accumoli, sempre nel reatino, e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). A pagare il prezzo più alto, soprattutto in termini di vite, è proprio Amatrice, con 299 persone rimaste sotto le macerie.

Sono trascorsi 10 anni da quella tragedia, ma il dolore e la vicinanza verso chi ha perso tutto rimangono immutati non solo da parte dell’opinione pubblica, ma della stessa AVIS. La nostra associazione, infatti, già poche ore dopo la scossa, si era subito mobilitata non solo per garantire scorte di emocomponenti e far così fronte all’emergenza immediata sul territorio, ma anche attivando un conto corrente straordinario a favore delle popolazioni e delle sedi colpite. Lo stesso che venne fatto nel 2009 dopo il terremoto dell’Aquila e nel 2012 in Emilia Romagna e Lombardia. L’iniziativa, denominata #DONAperRICOSTRUIRE, permise di raccogliere oltre 80mila euro che, nel corso del tempo, sono stati poi messi a disposizione per sostenere progetti di ricostruzione utili e condivisi con il territorio. Una fase in cui, ancora una volta, è stato fondamentale il contatto con le sedi locali che ci hanno permesso di capire quali fossero le reali necessità delle aree colpite dal sisma.

Un primo segno di ripartenza ci fu già pochi mesi dopo, a dicembre 2016, quando ad Amatrice si tornò a donare il sangue. L’iniziativa venne chiamata “Doniamo la speranza”, un segno simbolico di speranza e rinascita per una comunità che aveva ormai perso tutto. 12 furono le persone che parteciparono alla mattinata di donazioni realizzata con la collaborazione di AVIS Comunale Amatrice, AVIS Nazionale, AVIS Regionale Lazio, AVIS Provinciale Rieti, Comune di Amatrice, Protezione Civile e ASL di Rieti.

La vicinanza della nostra associazione non si fermò qui, proseguendo anche a distanza di tempo. Nel dicembre 2018, poco più di due anni dal terremoto, AVIS Comunale Amatrice tornò ad avere una sede (nella foto in apertura), peraltro in concomitanza con il 40° anniversario della sua fondazione. Come avvenne per l’autoemoteca, inaugurata nell’aprile 2017 e dedicata a una donatrice che perse la vita nel sisma, Rosella Adduci, anche l’immobile venne intitolato a un’altra vittima del terremoto, il consigliere Agostino Ciancaglioni.

Ma l’impegno di AVIS non si è limitato solo ad Amatrice. Nel gennaio 2020, grazie a un contributo di 200mila euro da parte di AVIS Nazionale, AVIS Regionale Veneto, AVIS Regionale Marche e AVIS Provinciale Ascoli Piceno, è stato inaugurato il nuovo poliambulatorio di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. La struttura, chiamata “Centro Socio-Sanitario ASSIEME”, ha permesso di attivare servizi di assistenza come: medicina generale convenzionata, pediatria convenzionata, specialistica ambulatoriale (diabetologia eventuale accesso di cardiologo-ginecologo), servizi di telemedicina (telecardiologia, teledermatologia, telediabetologia), diagnostica di primo livello (ecografia ambulatoriale e domiciliare), servizi infermieristici ambulatoriali per medicina ipertesi, gabinetto odontoiatrico, collegamento con operatori dei servizi sociali.

Come ha dichiarato il presidente di AVIS Nazionale, Oscar Bianchi, «il terremoto del Centro Italia rappresenta ancora oggi una ferita profonda nell’animo di ciascuno di noi che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. Tuttavia, come sempre avviene in situazioni di emergenza e post emergenza, la nostra associazione ha risposto “presente” garantendo vicinanza e supporto al territorio e alle sedi locali, con iniziative e progetti che con il tempo hanno contribuito a far ripartire le aree più colpite. La solidarietà e il nostro essere volontari attivi non si dimostrano soltanto con la donazione di sangue e plasma, ma anche con la capacità di intervenire nei momenti più difficili. Ecco perché AVIS continua ad essere al fianco delle comunità, pronta ad intervenire anche in caso di eventuali nuove situazioni di necessità».

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