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“Trema la terra”, l’iniziativa per ricordare il terremoto del 2012

Fino al 29 maggio i canali social dell’Avis Provinciale di Modena diffonderanno il progetto video, realizzato con le 14 sedi della Bassa modenese, in occasione del decennale del sisma che colpì l’Emilia Romagna

Una serie di racconti. Il ricordo di chi, in quelle ore drammatiche, era presente e ha cercato fin da subito di fornire il proprio contributo. Si chiama “Trema la terra” ed è il progetto che Avis Provinciale Modena, insieme alle 14 sedi della Bassa modenese, ha realizzato in occasione del decimo anniversario del terremoto che, nel 2012, colpì l’Emilia Romagna.

 

L’iniziativa consiste in una serie di video testimonianze che, fino al 29 maggioverranno diffuse sui canali Facebook e Instagram dell’associazione. Una sorta di racconto a puntate non solo degli immediati istanti dopo la scossa, ma anche delle difficoltà che sono state vissute nelle settimane successive. Curati da Benedetta Tosi, giovane collaboratrice Avis e laureata in cinema al Dams, con riprese e montaggio di Leonardo Foschi di Creative Line Lab, i video raccolgono le voci delle sedi colpite, dalle prime scosse alla conta dei danni, passando per le collocazioni in strutture mobili, fino al ritorno, dopo molti mesi, nelle vecchie o nuove sedi. Le singole clip giornaliere (le pubblicazioni sono iniziate venerdì 20 maggio) verranno poi assemblate in un unico filmato conclusivo

 

Mirandola, San Possidonio, Concordia, Cavezzo, San Felice, Camposanto, Finale Emilia, Medolla, Massa Finalese, Carpi, Novi, Rovereto, Soliera, San Prospero furono tutte sedi Avis da abbandonare (solo Soliera e San Possidonio rimasero agibili) ed emergenze da affrontare con tende, autoemoteche, nuove attrezzature, trasferimenti in altre sezioni. Il tutto per continuare a garantire la donazione di sangue, che anche quell’anno non venne mai meno e anzi diede risultati straordinari.

 

Quelle che gli intervistati raccontano, non senza emozione, sono storie di straordinaria solidarietà da tutto il mondo avisino e da tutta Italia, ma anche di umanità, di condivisione, di comunità che si stringono intorno al simbolo della propria Avis. «Alla fine – ha confessato una di loro – ci è quasi dispiaciuto lasciare quel tendone». Su tutto emerge la caparbia volontà, quasi il bisogno, da parte dei donatori e dei volontari, di continuare a donare sangue, come se non si fosse voluto spezzare un “filo rosso” che in quel momento più che mai era simbolo di vita. 

 

Il progetto “Trema la terra”, non a caso affidato a giovani videomaker, è un contributo alla memoria del territorio e nello stesso tempo un tributo alla rete di volontariato Avis che si è dimostrata, in questa come in altre più recenti emergenze, più solida di ogni scossa.

 

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