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Trento Capitale europea del volontariato, anche AVIS all’inaugurazione

Una delegazione guidata dal presidente Nazionale, Gianpietro Briola, ha partecipato alla cerimonia. Grande entusiasmo per l’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella

 

Un riconoscimento come grande potenza della solidarietà. Sono alcune delle parole con cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato la nomina di Trento Capitale europea del volontariato 2024 durante il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione.

Dal palco della “T quotidiano Arena”, il Capo dello Stato è stato più volte interrotto dall’entusiasmo e dagli applausi del pubblico, tra cui vigili del fuoco, scout, alpini e rappresentanti delle amministrazioni locali e delle associazioni. Tra queste, AVIS, la cui delegazione è stata guidata dal presidente Nazionale, Gianpietro Briola, insieme alla presidente di Avis Trentino, Elisa Viliotti. L’anno vedrà Trento al centro di numerose iniziative, molte delle quali coinvolgeranno anche la nostra associazione e il settore trasfusionale in generale. Attraverso la promozione della cultura del dono e della solidarietà, infatti, in questo 2024 AVIS coglierà l’opportunità di organizzare una serie di momenti di approfondimento per coinvolgere la collettività e ribadire il ruolo del volontariato e dei giovani e, più in generale, del Terzo Settore, nell’attuazione di politiche socio sanitarie.

Foto di gruppo della delegazione AVIS e il sindaco della città ucraina di Leopoli, Andriy Sadovyi, presente alla cerimonia. Al centro, con lo striscione, il presidente Nazionale, Gianpietro Briola, la presidente di Avis Trentino, Elisa Viliotti.

Durante la cerimonia inaugurale, il Presidente Mattarella si è poi rivolto al sindaco di Leopoli, Andrij Sadovyj, presente in platea, rinnovandogli «i sentimenti di amicizia che hanno radici antiche e solide e che le drammatiche conseguenze della brutale invasione dell’Ucraina hanno ulteriormente rafforzato. La libertà, l’indipendenza del Paese sono tutt’uno con i valori fondativi dell’Europa». Sul tema della giornata, il Capo dello Stato ha spiegato che «il volontariato esprime una visione del mondo. Quella della indivisibilità della condizione umana. Il famoso I caremi riguarda, fatto proprio da don Milani e da Martin Luther King. Una visione che pone in primo piano la persona, l’integralità della sua vita, il suo pieno diritto a essere parte attiva della comunità». Poi Mattarella si è soffermato sulla solidarietà che è «moto che parte dalle coscienze, vitale necessità, pietra angolare degli ordinamenti», presupposto costituzionale di «uno sviluppo davvero civile con declinazioni molteplici nei Trattati dell’Unione europea».

«Da questo mondo del volontariato – ha concluso il Presidente – riceviamo quotidianamente spinte, idee, valori, sogni. I sogni non sono illusioni. Sono l’orizzonte a cui guardano coloro che nutrono speranza. La solidarietà genera speranza. E solidarietà e speranza sono strettamente connesse con l’idea di pace, con lo spirito di fratellanza. La pace del nostro tempo, gravemente tradita. Mai avremmo pensato che il nostro continente sarebbe nuovamente precipitato nelle mostruosità cui oggi assistiamo nelle regioni orientali dell’Europa e davanti a noi, sulle rive di quel Mediterraneo culla di civiltà. L’Europa, quasi ottanta anni addietro, è risorta nella pace. Le azioni dei volontari ci parlano di pace. Il mondo si cambia anche partendo dai piccoli passi che riempiono il nostro quotidiano. È una responsabilità che riguarda ciascuno di noi. L’augurio a Trento e alle migliaia di volontari che animeranno la Capitale europea è che la vostra e la loro energia siano contagiose e si propaghino. Tra i giovani anzitutto, che sono presente e futuro. Per tutti, però. Per tutti».

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