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«Vi racconto le mie nozze d’oro con AVIS»

Pino Muto, fondatore nonché ex presidente della sede Comunale di Lago, in provincia di Cosenza, nei giorni scorsi ha festeggiato 50 anni di impegno nella nostra associazione: «La solidarietà e la cittadinanza attiva sono valori fondamentali, ai giovani dico: fatevi avanti, il volontariato è una missione che si consolida giorno dopo giorno»

 

Potremmo definirle le “nozze d’oro” della solidarietà. E tutto sommato, pensando a quella che ancora oggi è la sua storia, così sbagliato non sarebbe. Anche perché è lui stesso a confessarlo: «Si tratta di un impegno che fin dal primo giorno ho portato avanti con passione e dedizione, cercando di fare il massimo per gli altri. Ci ho sempre creduto tanto e lo stesso vale oggi. Mi spiace aver spesso tolto del tempo alla mia famiglia, ma ho la fortuna di avere accanto una moglie e dei figli che hanno capito l’importanza di tutto questo».

Chi parla è Pino Muto. Calabrese di Lago, in provincia di Cosenza, nei giorni scorsi ha festeggiato 50 anni di impegno in AVIS, sia come donatore che come volontario. Una vera e propria scelta di vita, la sua, che fin dall’inizio lo ha visto gettarsi a capofitto in quella che poi, piano piano, è diventata un’avventura. Sì perché quando si parla con Pino non si parla solo con un “semplice” volontario. Ascoltandolo e guardandolo negli occhi si capisce di essere di fronte a un uomo che crede davvero in quello che fa, che ha fatto e che, come lui stesso confessa, «voglio ancora fare. Ho un progetto che desidero realizzare a tutti i costi – spiega – organizzare un evento nazionale tra AVIS, AIDO e ADMO per spiegare che la donazione ruota a 360°, abbracciando ogni lato della nostra vita. Sarebbe il coronamento di un lunghissimo e bellissimo percorso». Iniziato tanto tempo fa.

Pino Muto, fondatore ed ex presidente di Avis Comunale Lago

Divenuto donatore, Pino è stato uno dei fondatori della sede del suo comune di origine, Lago, di cui per tanti anni è stato anche presidente: «Per donare dovevamo andare sempre a Cosenza, non esistevano punti di riferimento più vicini sul territorio. Da lì è nata l’esigenza di creare uno spazio che, allo stesso tempo, servisse anche da polo aggregatore. I piccoli centri, infatti, sono spesso le vittime principali dell’emigrazione, con tante persone, giovani soprattutto, che si trasferiscono per proseguire gli studi o intraprendere nuove esperienze lavorative. La sede Avis è da sempre un luogo in cui potersi ritrovare per parlare, discutere e confrontarsi». E anche dove fare sensibilizzazione, in particolare tra le nuove generazioni. E lui di come comportarsi proprio con le nuove generazioni lo sa eccome.

Dopo un passato come insegnante, Pino ha iniziato a svolgere l’attività di educatore all’interno dei convitti nazionali a Cosenza, un ruolo che gli ha permesso di specializzarsi ancora di più nella comunicazione con ragazze e ragazzi: «Negli anni, insieme ad altri volontari, abbiamo sempre organizzato momenti di incontro nelle scuole e lo stesso facciamo ancora oggi – racconta – Si tratta di un qualcosa in cui credo, perché l’impegno civico e la solidarietà sono valori che devono essere coltivati fin da subito. Siamo stati giovani tutti, anche io, e ho capito che per essere dei bravi volontari occorre essere persone informate e formate». Da qui ha dato vita al progetto “Informare per formare”, un programma di incontri formativi nelle scuole rivolti a tutti coloro che volessero intraprendere il cammino di donatori e di volontari: «Già all’epoca avevamo capito che per assolvere appieno a questo compito era necessario contare su persone preparate. Fare formazione rappresenta un valore perché il Terzo Settore è sempre più professionalizzato e, se come tante volte si dice, vogliamo favorire il ricambio generazionale, è fondamentale che questo salto di qualità parta proprio da coloro che diventeranno i dirigenti di domani». E già nella realtà di Lago questa strategia sembra funzionare eccome.

In un comune di poco più di 2mila abitanti, sono oltre 150 i soci donatori avisini e nel consiglio direttivo dell’Avis Comunale, il 70% è composto da giovani. Eppure per Pino il lavoro da fare è ancora molto: «Siamo molto contenti di quello che stiamo portando avanti, ma serve di più. I giovani hanno voglia, ma in Calabria, così come in molte altre parti del Sud Italia, in tanti partono per specializzarsi professionalmente in altre città dove poi continuano a vivere. Ragazze e ragazzi sono pieni di entusiasmo, ma vanno sostenuti: non possiamo sempre addossare a loro la responsabilità di non farsi avanti perché purtroppo ci sono tanti, anche più grandi di me, che faticano a, come si dice, “lasciare la poltrona”. AVIS è una scuola di vita e di società civile – conclude – che per me è stata una colonna portante. Anche a casa mia siamo tutti donatori e se ho potuto percorrere tutta questa strada è perché ho la fortuna di avere accanto persone straordinarie che hanno capito quanto il volontariato sia centrale. Per la collettività di cui siamo parte e per me».

E da bravo educatore questa lezione ce l’ha fatta capire eccome. Auguri Pino.

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