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West Nile Virus e Usutu, via al Piano nazionale di prevenzione e sorveglianza

La circolare emanata dal Centro nazionale sangue richiama l’applicazione delle misure previste dalla direttiva ministeriale fino a tutto il mese di novembre

 

Individuazione precoce della circolazione del West Nile Virus (WNV) per attuare tutte le misure disponibili per prevenire la trasmissione umana dell’infezione. È l’obiettivo del “Piano nazionale prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025” che il Centro nazionale sangue (CNS), attraverso una circolare, richiama ad applicare per l’adozione delle strategie da mettere in campo fino a tutto il mese di novembre.

Il piano, nella fattispecie, punta a rafforzare la sorveglianza dei casi umani su tutto il territorio nazionale attraverso una serie di procedure come:

 

  • controllo del vettore
  • comunicazione del rischio e adozione di misure di protezione individuale
  • misure nei confronti delle donazioni di sangue ed emocomponenti, cellule, organi e tessuti

 

Il Piano nazionale per la stagione si avvale della sorveglianza su:

 

  • uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio
  • esemplari di uccelli selvatici rinvenuti morti
  • allevamenti avicoli rurali e all’aperto
  • insetti vettori (Culex spp.)
  • equidi
  • uomani

 

La sorveglianza dei casi umani, importati e autoctoni, in modo particolare durante il periodo di maggiore attività del vettore, si attua ponendo attenzione alla diagnosi di infezione da WNV e da virus Usutu (USUV, un’infezione aviaria di origine africana) nei casi di encefaliti, meningiti a liquor limpido, poliradicolo-neuriti (simil Guillain-Barré) e paralisi flaccide acute.

Come negli anni precedenti, si legge nella circolare del CNS, “si conferma che, il riscontro di positività, in trappole posizionate in prossimità dei confini regionali/provinciali (buffer di 5 Km), comporterà l’avvio di interventi di contenimento dei vettori e l’introduzione di misure volte a prevenire la trasmissione trasfusionale del WNV nelle province limitrofe all’area dove è stato identificato il pool di zanzare positivo”.

Vengono considerati triggers (cioè fattori innescanti) per l’attivazione delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale del WNV:

 

  • il riscontro della prima positività per WNV su pool di zanzare o su esemplare di avifauna;
  • il riscontro di positività confermata del test ELISA IgM e/o del test molecolare per WNV in equidi;
  • la notifica di un caso umano confermato di malattia neuro-invasiva da WNV (WNND) o di febbre da WNV (WNF), ove rilevata dal sistema di sorveglianza umana;
  • il riscontro di positività confermata sul donatore di sangue ed emocomponenti a seguito di screening sulla donazione.

 

Ciascuno dei trigger sopra indicati determina l’introduzione del test WNV NAT, su singolo campione sulle donazioni di sangue ed emocomponenti raccolte nelle province interessate, e su base nazionale nell’applicazione della sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nell’area interessata o, in alternativa, lo screening degli stessi con test WNV NAT.

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