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AVIS al Parlamento europeo: «importante valorizzare le reti associative e tutelare la gratuità»

Il presidente Oscar Bianchi è intervenuto oggi a Bruxelles per ribadire il ruolo strategico della donazione di sangue e plasma nelle politiche sociali e sanitarie europee

Il dono come espressione concreta della solidarietà europea e componente essenziale di un sistema di welfare capace di garantire a tutti il diritto alla salute.

È questo il messaggio portato oggi dal presidente di AVIS Nazionale, Oscar Bianchi, al Parlamento europeo di Bruxelles, dove è intervenuto nell’ambito di un convegno dedicato alle politiche sociali europee e al welfare, su invito del viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, e dell’europarlamentare Denis Nesci.

«La donazione è una componente fondamentale del welfare europeo», ha sottolineato Bianchi, ricordando come la donazione di sangue e plasma rappresenti un esempio concreto di partecipazione civica capace di tradursi in una risposta organizzata ai bisogni di salute della collettività.
Un impegno che in Italia trova una delle sue espressioni più significative nell’attività di AVIS, che conta 1,3 milioni di soci, oltre 3.300 sedi e due milioni di donazioni ogni anno. Una rete capillare che, attraverso la collaborazione con il Servizio sanitario nazionale, contribuisce quotidianamente alla disponibilità di sangue e plasma per i pazienti.

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il Regolamento europeo sulle sostanze di origine umana (SoHO), che rafforza le disposizioni a tutela dei donatori e dei riceventi.
Bianchi ha richiamato il principio secondo cui il corpo umano e le sue parti non possono costituire, in quanto tali, una fonte di lucro, ribadendo la necessità di preservare il carattere volontario e non remunerato della donazione.

«La gratuità è il fondamento della libertà di chi dona e della fiducia nel sistema», ha ricordato il Presidente Bianchi, sottolineando come il modello italiano, basato sulla donazione gratuita, periodica, anonima e associata, rappresenti un patrimonio da valorizzare anche a livello europeo.

Rivolgendosi alle istituzioni europee, il presidente ha inoltre ribadito la necessità di accompagnare l’attuazione del Regolamento SoHO con risorse adeguate e un confronto costante con le organizzazioni del volontariato.
L’obiettivo è valorizzare il contributo delle reti associative anche nei processi di programmazione delle politiche sanitarie, attraverso regole chiare, adempimenti proporzionati e rapporti di collaborazione stabili con le istituzioni.

 

Un altro tema prioritario è stato quello dell’autosufficienza di sangue, plasma e medicinali plasmaderivati, obiettivo strategico per garantire la continuità delle cure e ridurre la dipendenza dalle forniture esterne.
Per raggiungerlo, ha evidenziato Bianchi, occorre rafforzare la capacità di raccolta, in particolare del plasma, attraverso investimenti strutturali, una programmazione efficace e una maggiore cooperazione tra gli Stati membri.
L’autosufficienza, infatti, non può essere considerata esclusivamente una questione nazionale, ma deve inserirsi in una prospettiva europea fondata sulla solidarietà e sulla capacità dei sistemi sanitari di sostenersi reciprocamente, anche nelle situazioni di emergenza.

Anche in questo percorso, un ruolo fondamentale spetta alle associazioni di volontariato, che contribuiscono a garantire la continuità delle donazioni attraverso la capillarità nei territori e il rapporto di fiducia costruito con i cittadini.
Investire nell’organizzazione della raccolta significa anche rendere le strutture sempre più accessibili e prevedere orari compatibili con le esigenze lavorative e di studio dei donatori.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla protezione dei dati personali e sanitari, alla trasparenza nel loro utilizzo e alla necessità di garantire la salute e la sicurezza di chi dona.

Accanto alla donazione, Bianchi ha inoltre evidenziato il ruolo della prevenzione come elemento fondamentale delle politiche di welfare.
Il volontariato organizzato può infatti contribuire alla diffusione di corretti stili di vita, all’educazione alla salute e alla promozione di iniziative di prevenzione in collaborazione con il servizio pubblico.

«Ogni donazione nasce dalla scelta libera di una persona. Una rete la accompagna e un sistema sanitario la trasforma in cura», ha concluso Bianchi. «L’Europa del welfare si costruisce rafforzando questa alleanza: tutelando chi dona, garantendo cure a chi ne ha bisogno e investendo nella prevenzione. La gratuità del dono e l’universalità della cura sono valori da rendere concreti, ogni giorno».

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