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Perugia, mascherine per l’ospedale e un club per i donatori storici. Le iniziative dell’Avis Comunale

Sono circa 1500 i dispositivi FFP2 consegnati agli undici reparti del Santa Maria della Misericordia che assistono i pazienti positivi al Covid-19Sono circa 1500 i dispositivi FFP2 consegnati agli undici reparti del Santa Maria della Misericordia che assistono i pazienti positivi al Covid-19

Si dice che è nei momenti di maggiore difficoltà in cui si misura chi davvero decide di fare la propria parte per aiutare chi ha più bisogno. E l’epoca della pandemia, purtroppo, di occasioni per offrire il proprio sostegno ne continua a presentare fin troppe. È così che nei giorni scorsi l’Avis Comunale di Perugia ha deciso di donare circa 1500 mascherine FFP2 all’ospedale Santa Maria della Misericordia.

«L’idea è nata perché sapevamo che nella struttura si stava generando una carenza di dispositivi di sicurezza – spiega il presidente Fabrizio Rasimelli – e quindi abbiamo deciso di dare vita a questa iniziativa per manifestare la nostra vicinanza, nonché il riconoscimento verso quelle figure professionali che, da ormai un anno, sono in prima linea contro questo nemico così ostico». Proprio per dire grazie a medici, infermieri e altro personale sanitario impegnato quotidianamente, infatti, i volontari avisini, oltre alle mascherine, hanno consegnato ai rappresentati di ciascuno degli 11 reparti in cui vengono assistiti i pazienti positivi al Covid-19 delle pergamene personalizzate. Ma c’è di più.

Per promuovere la cultura del dono e sensibilizzare quante più persone possibili, mercoledì 27 è stato presentato, in modalità online, “+100 Avis Perugia”, un vero e proprio club di cui sono membri i finora 65 volontari che hanno raggiunto o addirittura superato il traguardo delle cento donazioni: «Siamo molto orgogliosi di questo progetto perché rappresenta un modo per valorizzare ancora di più la scelta di queste persone – prosegue Rasimelli – molte delle quali donne. Per noi non è solo un segno tangibile di riconoscenza per il loro impegno, ma vuole essere anche uno stimolo per coloro che hanno da poco donato per la prima volta o vogliono cominciare a farlo. Favorire l’inclusione e ricordarci di quanto un gesto così piccolo sia straordinariamente importante per tutti noi, è la maniera migliore per coinvolgere sempre più giovani e favorire il ricambio generazionale».

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