Due anni di lavoro comune, relazioni costruite nel tempo e iniziative nate dall’ascolto dei territori. È il percorso di R.A.D.I.C.I., il progetto promosso dalla Regione Marche che ha ricevuto il riconoscimento come esempio di amministrazione condivisa nell’ambito del Festival Nazionale dell’Economia Civile, svoltosi a Firenze. Il premio è stato ritirato da Legambiente Marche, associazione capofila, insieme ad AVIS Regionale Marche, tra i protagonisti di un’esperienza che ha messo in rete realtà associative diverse, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del volontariato e rispondere ai bisogni delle comunità.
Per AVIS il riconoscimento rappresenta la consacrazione di un impegno portato avanti con continuità, visto che da quando è iniziato il percorso la nostra sede regionale ha promosso una ventina di appuntamenti nelle diverse province, coinvolgendo anche le sedi provinciali e utilizzando linguaggi e occasioni differenti. Senza dimenticare i giovani, a cui sono state dedicate iniziative per raggiungerli in contesti meno tradizionali e creare nuove occasioni di avvicinamento al volontariato: «La premiazione dà valore a un lavoro costante di due anni – sottolinea Maria Gianuario, componente dell’Esecutivo Nazionale di AVIS e referente del progetto R.A.D.I.C.I. per AVIS Regionale Marche – Aver ottenuto questo risultato attraverso la collaborazione con altre associazioni è un valore aggiunto: significa essere riusciti a coinvolgere tante realtà e ad accompagnarle passo dopo passo». Un’esperienza che contribuisce anche a rafforzare la visibilità di AVIS come associazione di riferimento, capace di mantenere e sviluppare legami sul territorio.
Il valore di R.A.D.I.C.I. non si esaurisce, infatti, nella partecipazione a iniziative comuni. Il percorso è partito da una mappatura delle esigenze locali, con l’intento di promuovere l’associazionismo e favorire risposte condivise. Una parte delle risorse è stata inoltre destinata a sostenere progetti innovativi proposti da altre organizzazioni: oltre 400 associazioni sono state coinvolte nel percorso, ampliando la partecipazione ben oltre la rete iniziale. Ed è proprio il significato del lavoro comune a rappresentare uno degli insegnamenti più importanti maturati in questi due anni. «Fare rete è un valore aggiunto per perseguire obiettivi che servono a tutti e portano benefici alla collettività – prosegue Gianuario – Non significa soltanto mettere insieme enti diversi, ma costruire una collaborazione costante. L’amministrazione condivisa ci ha mostrato che il rapporto tra Terzo Settore e Pubblica Amministrazione può essere costruito intorno alla realizzazione di un servizio, ma anche intorno alla lettura dei bisogni e alla costruzione condivisa delle risposte. E AVIS, con le sue articolazioni territoriali, è una rete di persone, di volontari, di relazioni, di fiducia, di conoscenza del territorio e di capacità di mobilitazione che può ben trovarsi in questo rapporto la cui collaborazione consente di farci conoscere e riconoscere sempre di più».
Anche perché, nel corso del lavoro che ha contraddistinto R.A.D.I.C.I., la co-progettazione delle attività e il dialogo continuo con il partenariato costituitosi (18 reti associative regionali marchigiane) e la Regione, hanno dimostrato un concetto chiaro, che «la rete non nasce quando tanti soggetti lavorano sullo stesso progetto, ma quando imparano a condividere una parte delle proprie decisioni e delle proprie responsabilità. Non è sufficiente che la Pubblica Amministrazione coinvolga gli ETS (Enti del Terzo Settore, ndr). E non è sufficiente che gli ETS chiedano di essere coinvolti. Occorre essere disponibili a costruire insieme», ha concluso.
Un approccio che guarda già alle prossime tappe. Nel mese di giugno è stato pubblicato un bando attraverso il quale sono stati presentati 110 progetti innovativi di welfare territoriale e comunitario e i primi 25 in graduatoria sono stati finanziati proprio da R.A.D.I.C.I.. Un’ulteriore occasione per dare continuità alle attività avviate, condividere i risultati raggiunti e valorizzare le iniziative sviluppate sul territorio.
Il premio ricevuto a Firenze diventa così un riconoscimento del cammino compiuto, ma anche uno stimolo a proseguire. Perché la capacità di fare rete si misura soprattutto nel tempo: nella qualità delle relazioni costruite, nella partecipazione che si riesce a generare e nella possibilità di trasformare il confronto tra associazioni in risposte concrete per le comunità.





