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Siglato un protocollo d’intesa con Leo Club

Obiettivo dell'accordo, incentivare la donazione di sangue tra i componenti dell'associazioneObiettivo dell'accordo, incentivare la donazione di sangue tra i componenti dell'associazione

La solidarietà, la cittadinanza attiva e il desiderio di impegnarsi per aiutare chi più ha bisogno sono valori che devono essere coltivati in primis nelle nuove generazioni. Ecco perché, nella giornata di sabato 19 dicembre, AVIS Nazionale e Leo Club, attraverso i rispettivi presidenti Gianpietro Briola e Francesco Perrella, hanno sottoscritto un importante protocollo d’intesa.

 

Obiettivo dell’accordo è quello di promuovere, attraverso un apposito progetto denominato “Leo Zero negativo, Dono positivo”, l’importanza della donazione del sangue e del sentirsi responsabili della comunità di cui si fa parte. Nati nel 1957 nello stato americano della Pennsylvania, i Leo Club sono l’associazione giovanile del Lions Club International, realtà filantropica che insegna ai propri volontari come essere d’aiuto alla collettività, sostenere le realtà più fragili, condividere ideali di amicizia e generosità e promuovere azioni di comprensione e pace internazionale attraverso i club sparsi in tutto il mondo.

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In Italia il primo Leo Club venne fondato in provincia di Genova, ad Arenzano, nel giugno del 1969, seguito qualche mese dopo, sempre in Liguria, da quello di Albenga (Savona). Il costante aumento di club e soci comportò la necessità di aumentare le occasioni di incontro e di confronto su varie tematiche tanto che, nel 1995, in occasione della Conferenza Nazionale di Loano, venne decretata la nascita del Multidistretto, l’organo di coordinamento nazionale dei singoli distretti, diventato operativo dal luglio dell’anno successivo. Il Multidistretto 108 Italy comprende oltre 330 Club e più di 4mila soci in tutta Italia.

 

Come ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «i valori che, fin dall’inizio, ispirano l’attività dei Leo Club sono gli stessi che guidano la nostra associazione e che vedono nella solidarietà, nella cittadinanza attiva e nella promozione di pace e inclusione l’impegno che anche i nostri volontari mettono sul campo ogni giorno. Donare il sangue significa contribuire al diritto alla salute di tutti, a prescindere da nazionalità, differenze di genere e confessioni religiose. I giovani dei Leo Club presenti nel nostro Paese quotidianamente si rendono protagonisti di iniziative con le quali imparano cosa significhi far parte di una comunità. Mi auguro che questo accordo sia solo il primo passo di una lunga e proficua serie di azioni condivise che, in questo particolare momento storico e soprattutto nella futura fase di ripresa e rilancio, assumeranno un significato ancora più profondo».

 

A queste parole hanno fatto eco quelle di Marco Denti, componente dell’Esecutivo nazionale di AVIS e referente dei protocolli d’intesa, che ha sottolineato quanto sia importante incentivare la donazione periodica «come risposta al costante fabbisogno di sangue, di emocomponenti e farmaci plasmaderivati. Solo attraverso un apporto costante di questi insostituibili e preziosi alleati si può garantire l’autosufficienza nazionale e la cura di migliaia di pazienti».

 

«I componenti della nostra associazione – ha sottolineato Francesco Petrella, presidente nazionale di Leo Club – sono giovani che scelgono di crescere responsabilmente come cittadini, persone e professionisti attivi all’interno delle proprie comunità. Già da tempo alcune sedi locali delle nostre due realtà collaborano assieme attraverso l’organizzazione di eventi, iniziative di sensibilizzazione e informazione. Il protocollo d’intesa che sigliamo oggi ufficializza questa comunione d’intenti a livello nazionale, con l’obiettivo di agevolare e incentivare ulteriormente la sinergia sul territorio».

Ospiti della videoconferenza anche Stefano Galantucci, coordinatore nazionale del progetto “Leo Zero Negativo, Dono positivo” e Carlo Sironi, Presidente dei Governatori del Lions Club, che ha posto l’accento sul valore della gratuità del dono e sull’importanza, ora che più che mai, di fare rete «per lanciare un messaggio di speranza, di fiducia, di solidarietà e per far comprendere quanto sia importante farsi carico dei bisogni della collettività, soprattutto in un momento così delicato dove il senso di responsabilità deve permeare ogni nostra azione».

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