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Morbo di Alzheimer, nel plasma i biomarcatori per la diagnosi precoce. Lo dice uno studio svedese

Si chiama p-tau 217. È una proteina che, se mutata, genera malattie neurodegenerative. Se i suoi livelli nel plasma sono alterati significa che si è di fronte a una forma precoce del morbo di Alzheimer. È il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori svedesi della Lund University e che è stato pubblicato su JAMA NeurologySi chiama p-tau 217. È una proteina che, se mutata, genera malattie neurodegenerative. Se i suoi livelli nel plasma sono alterati significa che si è di fronte a una forma precoce del morbo di Alzheimer. È il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori svedesi della Lund University e che è stato pubblicato su JAMA Neurology

Si chiama p-tau 217. È una proteina che, se mutata, genera malattie neurodegenerative. Se i suoi livelli nel plasma sono alterati significa che si è di fronte a una forma precoce del morbo di Alzheimer. È il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori svedesi della Lund University e che è stato pubblicato su JAMA Neurology.

 

L’indagine ha coinvolto 490 persone e i dati riportati nella pubblicazione hanno permesso di confrontare la p-tau 217 con i biomarcatori del liquido cerebrospinale (CSF) e della PET nelle primissime fasi della malattia. Il tutto grazie a un semplice test del sangue, meno invasivo rispetto all’esame del liquido cerebrospinale o alla PET stessa, che ha permesso di giungere a obiettivi preziosi non solo per la ricerca, ma anche per il trattamento di queste patologie. 

 

Dei pazienti oggetti dello studio, 225 erano sani, 89 con declino cognitivo soggettivo e 176 con decadimento cognitivo lieve: tutti sono stati sottoposti a test del sangue e del liquido cerebrospinale per misurare i valori della p-tau 217, nonché alla PET. Dalle analisi è emerso che l’alterazione dei livelli di p-tau 217, negli anziani positivi all’amiloide, veniva riscontrata prima nel sangue che attraverso la tau-PET. Negli adulti cognitivamente normali e in quelli con deterioramento cognitivo lieve gli approcci di modellamento basati sugli eventi hanno previsto che innalzamenti della p-tau 217, sia nel plasma che nel CSF, precedessero variazioni nella tau-PET nella corteccia entorinale, una regione precoce di formazione di grovigli neurofibrillari, seguite da variazioni più diffuse a livello cerebrale. Sono stati 36 su 38 gli adulti cognitivamente normali ad aver mostrato p-tau217 nel plasma positiva e tau-PET negativa nella corteccia entorinale: in tutti e 36 i casi le misurazioni della tau tramite PET e nel plasma sono risultate discordanti, ad aver mostrato P-tau217 nel plasma positiva e tau-PET negativa nella corteccia entorinale.

 

Tuttavia, va sottolineato come la maggior parte degli esami effettuati sia avvenuta in laboratori accademici, quindi sarà necessario prendere ancora del tempo per valutare le prestazioni nelle normali strutture sanitarie.

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